Mi diceva, qualche tempo fa, un mio amico magistrato che oggi, i cattolici si possono immaginare come tanti vagoni che invece di essere collegati l’uno all’altro in modo da formare un treno che viaggia, un treno che non è fermo in qualche stazione ma si muove, è vivo e coinvolge con il suo esempio, le sue regole millenarie tutta la società suggerendo e costruendo un modus vivendi necessario per una società che vuole vivere e progredire in pace e nel rispetto dell’uomo, elemento fondamentale di essa, tanti vagoni, diceva, ognuno dei quali fermo in stazioni diverse magari in un binario morto dove, ciascuno dice la sua brava preghierina, magari in modo che nessuno possa vedere, qualcuno organizza la sua buona azione quotidiana poi, per estremo rispetto delle idee sociali, politiche e religiosi altrui, spesso e volentieri non riconosciuto, fa un passo indietro quasi riconoscendo una “ipotetica” superiorità dell’altro e, qualche volta, concedendo oltre il dovuto.